Crinum: fiori grandi e belli per laghetti e giardini

Stan Shebs CC BY-SA 3.0

Il Crinum è un genere di piante bulbose appartenente alla famiglia delle Amaryllidaceae (famiglia delle Monocotiledoni – quasi tutte bulbose o rizomatose), che trovano le loro origini nelle zone temperate, tropicali e subtropicali dell’Africa, dell’Asia e delle isole dell’oceano Indiano, dell’America centrale e dell’Australia

Alcune specie sono sempreverdi altre specie sono decidue originarie di zone molto varie e diverse dal punto di vista ambientale: alcune specie provengono da zone semidesertiche, altre da zone salmastre, più o meno calde.

La maggior parte delle specie è caratterizzata da un bulbo piuttosto grande, che può arrivare a misurare15-20 cm di diametro, con un lungo collo da cui emergono le foglie nastriformi e le infiorescenze. Lo stelo fiorale, la cui altezza in alcune specie supera il metro, porta da 6 a quaranta fiori a forma di giglio all’apice, il colore dei fiori può essere bianco, rosa, rosso o striato, in molte specie i fiori sono profumati.

La fioritura avviene durante l’estate. Il Crinum è molto impiegato per bordure soleggiate, per la creazione di patii con ombra leggera, per acquari

 

Classificazione botanica

Il crinum è una pianta pantropicale e subtropicale che appartiene alla Famiglia delle  Amaryllidaceae, (a cui appartiene anche il più comune Hippeastrum, erroneamente chiamato Amaryllis),  al genere Crinum (il termine “krinon” in greco significa giglio), si tratta di un genere che conta oltre un centinaio di specie e che fu introdotto da Linneo nel lontano 1737

 

Principali specie

Le specie, lo abbiamo detto, sono oltre un centinaio ma si possono suddividere in questo modo anche per rendere più semplice la ricerca di quella che è la pianta che fa al caso vostro

Dividiamo. quindi, di seguito le specie a seconda della tipologia

Le specie  adatte alla coltivazione in acquario

Si tratta di  piante completamente immerse nell’acqua  per la cui coltivazione è obbligatorio un acquario con temperature sui 25°C circa. Citiamo a questo proposito:

Crinum thaianum

Ito Y, Barfod A CC BY 4.0

 

Il Crinum thaianum (=che proviene dalla Thailandia) è una pianta acquatica con bulbo, necessario per immagazzinare i nutrimenti,  del diametro di circa 7 cm.  Le foglie nel bulbo sono disposte a rosetta, sono nastriformi sono piuttosto dure e hanno una lunghezza che varia da 60 a 200 cm ed una larghezza di  2 cm circa. .

Le foglie dure del Crinum sopravvivono alle attenzione dei pesci turbolenti ed erbivori, quindi la pianta è adatta agli acquari che contiene grossi pesci dove altre vegetazioni sarebbero facili prede.

Il Crinum thailandese è molto adattabile e di rapida crescita, ed ha ridotte esigenze di luce. In breve tempo si svilupperà un un fitto groviglio di foglie fluttuanti sulla superficie dell’acqua

La specie cresce sia  in acqua tenera che in acqua dura con una temperatura tra 20° e 28°, necessita di un fondo di almeno 8 cm, ricco di sostanze nutritive per  consentire lo sviluppo del robusto apparato radicale.

Il Crinum thaianum è perfetto per  coprire in modo decorativo i vetri laterali e posteriori delle vasche alte, se vengono sistemate in un gruppo folto di diverse piante.

Le foglie lunghissime possono essere talvolta potate, ma questo tipo di pianta soffre le eccessive potature .

Crinum calamistratum

Il Crinum calamistratum è una bellissima pianta acquatica molto apprezzata in acquariologia, non è molto esigente: è sufficiente acqua tenera o di media durezza con valore di pH 7. Il materiale di fondo alto almeno 8 cm, deve essere ricco di sostanze nutritive. Necessita di illuminazione media. Sembra che un forte movimento dell’acqua favorisca la crescita.

Ha  un bulbo allungato del diametro di 1-3 cm, lungo fino a 10 cm e foglie  nastriformi , leggermente attorcigliate, lunghe 70-100 cm, larghe 0,2-0,7 cm colore verde scuro.

Crinum calamistratum ha una crescita lenta quindi passano diversi medi prima che si formi un esemplare di bella presenza; inoltre ha una reazione negativa ad ogni trasferimento. Questa specie è indicata solo per acquari di un’altezza minima 50 cm. Solo negli esemplari molto robusti si è osservata la moltiplicazione vegetativa mediante bulbilli.

Crinum natans

Zaire at de.wikipedia CC BY-SA 3.0

 

Si tratta di una pianta acquatica con bulbo a crescita veloce, perfetta per la copertura  di vetri posteriori o laterali o per nascondere riscaldatori o altre attrezzature.

E’ ideale piantarla in un fondo di almeno 7 cm, ben fertilizzato, in modo da permettere lo sviluppo di un buon apparato radicale.

Meglio posizionarla dove ci sono acque mosse e vasche grandi così da dare modo alle foglie di fluttuare in superficie.

E’ preferibile  coltivarla in acqua a ph neutro e tenere.E’ possibile poter osservare in acquario fiori di questa pianta: dal peduncolo dell’infiorescenza si diramano fino a 5 fiori bianchi e profumati.

La sua adattabilità ad un range molto ampio di valori ed a luce di intensità media, la rendono una pianta adatta a neofiti.

 Le specie sempreverdi decidue

Queste specie sempreverdi o decidue vivono con le radici immerse nell’acqua, almeno durante il periodo vegetativo. Tra le specie sempreverdi citiamo

Crinum erubescens

Dick Culbert CC BY 2.0

 

Crinum erubescens è una pianta perenne che cresce fino a 90 cm di altezza da una lampadina sotterranea fino a 10 cm di diametro. Produce un grappolo di foglie a forma di cinghia lunghe fino a 90 cm e larghe 8 cm

La pianta viene raccolta allo stato selvatico per uso medicinale locale. È coltivato come un ornamentale, apprezzato soprattutto per i suoi fiori.

Crinum purpurascens

Maarten Sepp CC BY-SA 4.0

 

È una pianta acquatica con un bulbo piccolo, stretto, ovoide, con molte radici lunghe e fibrose. Produce almeno 20 foglie, immerse, sotto forma di nastri, membranosi, lunghi 90 cm e larghi da 3 a 5 cm. L’ infiorescenza , con perianth e stami come in Crinum natans , Herb., Ma meno spessa.

Crinum jagus

 to by David J. Stang CC BY-SA 4.0

Crinum jagus è un tenero bulbo perenne della famiglia Amaryllis originaria dell’Africa tropicale. Produce fiori bianchi che ricordano i  tulipani e che sbocciano a grappoli durante l’ estate in cima a gambi senza foglie, che di solito raggiungono un’altezza di 2-3 cm. Alcuni fiori profumano, altri hanno poco aroma.

Il nome del genere deriva dalla parola greca krinon che significa giglio. L’epiteto specifico significa gigante.

Crinum americanum

Photo by David J. Stang CC BY-SA 4.0

 

Crinum americanum è originario del Nord America, dal Texas alla Carolina del Sud , del  Messico , Cuba , Giamaica e le Isole Cayman . I nomi comuni di questa specie includono giglio di palude , e crinum di palude . La specie cresce in piccoli gruppi in habitat di acque ferme .

Ha fiori bianchi con  sei petali di circa 10 cm di diametro.

Crinum asiaticum

Amada44 CC BY 3.0

 

Si tratta di una specie di origine tropicale che pertanto necessita di calore anche durante l’inverno (praticamente vegetano e fioriscono più volte durante il corso dell’anno)

Crinum campanulatum

JMK CC BY-SA 3.0

 

l Crinum campanulatum è una pianta perenne che può essere grande o piccola, sempreverde o decidua , cresce principalmente durante l’ estate e riposta durante l’  inverno. Lo stelo fiorale è lungo fino a 1 m.

Essendo originarie di zone temperate,  perdono le foglie col sopraggiungere del freddo e vanno riposte in un ambiente fresco e asciutto.

Le specie più facili da coltivare

Ci sono i Crinum a sviluppo stagionale prettamente estivo  che poi sono le specie più facili da coltivare eccole:

Crinum moorei

JMK CC BY-SA 3.0

 

È uno dei membri più grandi della famiglia di gigli ornamentali tropicali a temperato, Amaryllidaceae

Il grande bulbo (fino a 200 mm di diametro) del crinum moorei riposa appena sotto la superficie del terreno, ma ha un collo allungato che sporge di ulteriori 200-300 mm dal suolo. Le foglie lunghe, piatte, verde scuro (lunghe fino a 1 me larghe circa 200 mm), emergono in una rosetta dal collo che produce anche un gambo lungo a fioritura in estate di 1,2 m o più, sormontato da 5-10 grandi, fiori aperti, bianchi o rosa pallido.

Crinum  bulbispermum

Alvaro Hernández CC BY 2.0

 

Il Crinum bulbispermum è una pianta erbacea originaria del Sudafrica , del Lesotho e dello Swaziland . È naturalizzato nelle Piccole Antille , Honduras , Cuba , Florida , Texas , Louisiana , Alabama , Carolina del Sud e Carolina del Nord . La pianta cresce da grandi bulbi.L’ infiorescenza è un’ombrella con 8-13 fiori, portata su uno scapo di 40-75 cm di altezza. I fiori sono a forma di imbuto e profumati e di solito sono di colore rosa, ma possono variare dal bianco al rosso. La fioritura avviene in primavera e in estate. La pianta prospera in luoghi umidi.

Può essere coltivato anche all’esterno

Crinum macowani

Lokal_Profil  CC BY-SA 3.0

 

Crinum macowanii è una specie decidua di pianta bulbosa originaria dell’Africa . Insieme ad altri membri della famiglia Amaryllidaceae , è stato usato nella medicina tradizionale in tutta l’Africa meridionale.

Si tratta senza dubbio delle specie  più facile da coltivare. Richiedeun Terreno fresco, umifero e drenato;

Le specie delle zone aride

Ci sono poi le  specie che provengono da zone aride e sono:

Crinum  lineare

Crinum lineare è originario della provincia del Sudafrica, nella provincia del Capo Orientale, dove cresce in terreni sabbiosi. La pianta forma una piccola lampadina, delle dimensioni di una pallina da golf. Le forme si compensano facilmente. Le foglie sono strette, incanalate e verde erba. Ombrelli portano da 4 a 14 fiori, bianchi con chiglie da rosa a rosa scuro, su un peduncolo alto da 8 a 24 pollici. Le antere sono nere

Crinum Boophanoides

Crinum boophanoides è originario dell’Angola, della Namibia e dell’ex Transvaal in Sud Africa. Le foglie sono distiche, verde chiaro

Si tratta di specie che hanno bisogno di terreno molto drenante, quasi completamente composto di sabbia. Anche questi sono decidui e possono superare bene l’inverno nel loro vaso in una cantina fresca e asciutta.

Consigli per la coltivazione del Crinum

Coltivare Crinum può essere semplice o difficile, la difficoltà di coltivazione, per quel che concerne le piante coltivate all’aperto, può definirsi bassa nell’ Italia centro-meridionale e media nell’ Italia settentrionale, Per le altre specie è medio alta quindi sappiate che coltivare un Crinum è abbastanza impegnativo.

A seconda della specie le esigenze di coltivazione variano. Ci sono Crinum che resistono alle temperature rigide (fino a – 7°C) ad esempio  Crinum bulbispermum e l’ibrido Crinum x powellii;

ci sono specie, come il Crinum moorei , in grado di crescere all’aperto nel sud dell’Italia;  ma necessitano di ricovero invernale. Ci sono specie, in particolare  quelle sempreverdi, che hanno bisogno di temperature minime superiori ai 10°C.

E’ bene piantarli in vasi grandi o in piena terra, hanno necessità di tanto spazio per crescere bene e per svilupparsi.

Terreno

Il terreno ideale deve essere nutriente  ma  leggero  e  drenante. Il composto ideale dovrebbe essere formato da un quarto di  lapillo, un quarto da sabbia grossolana e da  terriccio universale;

Esposizione

Ci sono specie che devono essere esposte in pieno  sole  (C. bulbispermum, C. x powellii, C.lineare,  C. graminicola e  altri  originari  soprattutto  del  Sud  Africa)  altre che necessitano della  mezz’ombra  (C. moorei, C. asiaticum, C.erubescens).

Annaffiauture

Le annaffiature devono essere copiose, ma è indispensabile fare asciugare il terreno tra  un’annaffiatura e l’altra.

Per alcune specie, ad esempio C. asiaticum, C. erubescens, C. purpurascens , è necessario tenere il  sottovaso colmo d’acqua. Ci sono poi dei Crinum che vivono sommersi tutto l’anno, per queste specie la coltivazione è difficile se non  si possiede un acquario.

In autunno le piante coltivate in vaso vanno ritirate e bisogna sospendere le annaffiature per quelle che perdono le foglie fino alla primavera.

Moltiplicazione

La propagazione avviene per seme o per divisione dei bulbi in primavera. Il bulbo distaccato va lasciato asciugare per qualche giorno prima di procedere al suo interramento

Alcune specie come il C. erubescens sono più semplici da coltivare in in quanto produce stoloni ad una certa distanza dalla pianta madre.

Il seme è carnoso e ha bisogno di essere interrato: da una concavità emette una radice che si rinterrerà e che  svilupperà le foglie. La crescita dei nuovi bulbi da seme è piuttosto lenta e possono trascorrere anche diversi anni prima di goderne la fioritura.

Pamela Bobik CC BY-NC-ND 2.0

Fioritura

Le specie decidue fioriscono durante l’estate mentre quelle sempreverdi provenienti dalle foreste tropicali fioriscono più volte durante  l’anno.

L’infiorescenza può essere semplice, unica o multipla, cresce dalla base delle foglie inferiori fino ad allungarsi al di sopra di esse.  I fiori possono variare da poche unità a 40-50. Sono fiori semplici ma spettacolari, possono essere disposti a corona o formare  una sfera di 30-40 cm di diametro. Sono profumati.

Le specie  Crinum minimum e Crinum acaule producono infiorescenze con solo 1-2 fiori che si schiudono a livello del terreno o quasi.

Parassiti e malattie

Il Crinum è una pianta robusta ma nonostante ciò vanno incontro a quelle che sono le malattie tipiche delle piante bulbose ossia il  mal rosso e la cocciniglia cotonosa. Inoltre sono molto apprezzate dai bruchi.

Come capire se la pianta è stata colpita dal mal rosso? Se compaiono  macchie rosse sia sul bordo delle foglie che sugli steli floreali ecco che si può diagnosticare la malattia.

Idem per  le cocciniglie cotonose capaci di distorcere la crescita degli elementi vegetali . in emtrambi i casi occorre rivedere sia l’esposizione che l’irrigazione e trattare la pianta con i prodotti specifici.

Curiosità

Il Crinum di Moore venne descritto e raffigurato per la prima volta nel 1874 da J.D. Hooker nel Botanical Magazine da una pianta coltivata dal Dr. D. Moore, direttore dei

Giardini Botanici di Dublino; ma fu Linneo nel 1737ad introdurre il genere

Crinum  per descrivere una specie proveniente dall’America (
C.americanum), che sfoggiava fiori che  ricordavano  la coda di una cometa (“crinis” inlatino sta ad indicare la chioma della cometa). Da allora il genere è stato più volte revisionato  per  il proliferare di descrizioni di nuove specie, spesso il risultato di varietà naturali.

Baker nel suo “Handbook of the Amaryllidaceae” del 1888 lo suddivide in tre subgeneri a seconda della morfologia del fiore: Stenaster(a tepali lineari e simmetria radiata), Platyaster(a tepali a forma di ligula e simmetria  radiata) e Codonocrinum(a tepali ampi a formare una campana a simmetria bilaterale). oggi all’interno di ogni subgenere ci sono due gruppi: l’uno con fiori peduncolati e l’altro con fiori sessili.

Via   EdenDeiFiori.it

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